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C'era da aspettarselo, vista l'importanza sempre maggiore che sta assumendo twitter quale veicolo d'informazione nell'emergenza. Da ieri è disponibile negli Stati Uniti d'America, in Giappone e Corea del Sud TwitterAlerts un sistema pensato per valorizzare i contenuti delle varie agenzie governative e di protezione civile per aiutare i cittadini a ottenere informazioni importanti e accurate in caso di emergenze, calamità naturali o momenti in cui gli altri servizi di comunicazione non sono accessibili.
Come funziona?

Iscrivendosi si riceverà una notifica direttamente sul proprio cellulare ogni volta che un account segna un tweet come avviso: le notifiche vengono inviate via SMS, se si utilizza l'app iOS o Android, si può ricevere anche una notifica push. Inoltre i tweet “avvisi” sono visualizzati anche in modo diverso sulla vostra timeline da desktop, indicati con un campanello arancione.
Per sottoscrivere il servizio di notifica bisogna andare alla pagina di configurazione di un account, per es. twitter.com/[username]/alerts mentre a questa pagina è disponibile un elenco delle organizzazioni che hanno già aderito.
Come usare i social network durante un'emergenza? Uno straordinario esempio viene dalla Fema, l'agenzia di protezione civile statunitense, che da poco ha aperto sul web il proprio social hub: un vero e proprio collettore di conversazioni (e quindi informazioni) raccolte dai vari account twitter ufficiali

visualizzate e raccolte in una mappa interattiva

C'è Angela, 3 anni. Ci sono Paolo e Viviana in dolce attesa, che prenotano il traghetto per la Sardegna. Ci sono Rossella che va a incontrare il fidanzato,
Dati, ricerche, studi, numeri: cresce l'attenzione verso le cosiddette socialpa e questo è un bene. Più voci e analisi aiutano a raccontare le pubbliche amministrazioni che si cimentano con i media sociali e a comprendere fenomenologie e prassi. Ma i conti non tornano quasi mai. Perché anche le ricerche più accurate si limitano ad applicare metriche quantitative che possono spiegare bene i brand aziendali, ma ben poco di una pubblica amministrazione. Così succede con la recentissima ricerca “Social PA. Analisi delle performance dei comuni capoluogo su facebook e Twitter” curata da Blogmeter e che prende in considerazione 57 pagine Facebook e e 41 profili Twitter ufficiali dei Comuni capoluogo dal 1 novembre al 31 gennaio 2013.
E’ così che usando il criterio del numero di followers
a) la Città di Genova risulti nella top ten anche se di fatto è un profilo dormiente: l'ultimo tweet è del 10 novembre 2012
b) Torino con oltre 59.000 followers non entra nemmeno tra i primi 10 per numero di tweets (superato pure dal Comune di Pistoia!) e risulta quarto per mentions (preceduto da Milano, Roma, Firenze e Bologna).
Viene da domandarsi quindi: perché 60mila persone seguono un profilo Twitter che ha una media di circa 5 tweets al giorno (che generalmente parlano di autovelox, meteo e menù scuole)? E di conseguenza che senso e valore dare a questi numeri (metriche)?
Analogo discorso si può rivolgere all'esamina delle pagine Facebook dove la città di Torino spicca per numero di fan (23162), ma non compare nemmeno tra le prime dieci né per total né per page engagement. O rovesciando la questione la Rete Civica Iperbole (Comune di Bologna) non compare nella top ten per numero di fan, ma è quinta per engagement della pagina.
Altra considerazione: tra i post più engaging risulta la foto della piazza innevata della Città di Urbino: ben 1598 like, 790 condivisioni e 72 commenti dei fan. Segnalo che questo post del 1 febbraio 2012 dell’Urban Center Bologna ebbe più di 2000 likes, 1946 condivisioni e 197 commenti! Non penso quindi che questi numeri possano raccontare il senso dell'attività di una Pa su Fb.
Ultima considerazione: il report registra molto correttamente che le social pa “nella maggioranza dei casi impiegano facebook e twitter come estensione digitale dell’Ufficio Stampa comunicando in modalità broadcast”. Chissà se questo ha a che fare con il fatto che la maggior parte dei social network delle Pa sono gestiti proprio dagli uffici stampa, come risulta dai dati raccolti da Giovanni Arata, che, nel merito, ha parlato di “balcanizzazione della gestione social”.
Mi piacerebbe che le Pa e i ricercatori si confrontassero per trovare metriche e chiavi di lettura più adeguate alla loro natura.
Cittadini e istituzioni che collaborano e condividono in rete le informazioni ;-)
Stiamo raccogliendo tramite Twitter gli hashtag utili in caso di emergenza neve nelle città dell’EmiliaRomagna. Se mancante, segnalate a @turismoER quello della vostra città.
Bologna > #boneve
Castello d’Argile > #neveargile
Cento > #ceneve
Correggio > #correneve
Ferrara > #neve #ferrara
Granarolo dell’Emilia > #GdEneve
Marzabotto > #emergenzanevemarzabotto
Modena > #NeveMo
Ravenna > #RAneve
Rimini > #nevern
ReggioEmilia > #reneve
Scandiano > #scandianeve
Rubiera > #Rubieraneve
Interessantissima conversazione che rappresenta davvero l'attuale confusione che regna nel fantastico mondo della socialPA e, nel caso specifico, nella TwitterPA.
Comincia Matteo Renzi in veste di candidato alle primarie del centrosinistra:

Primo commento:

Interviene l'account istituzionale del Comune di Firenze così:

Secondo commento:


Degna conclusione:

Sempre più account istituzionali che si parlano tra loro e soprattutto insopportabile tendenza a dire IO.

Molto interessante l'edizione 2012 di #TwitterPA, il rapporto di Giovanni Arata che annualmente delinea una fotografia molto nitida dell'uso dei social network nella pubblica amministrazione.
In particolare risulta assai efficace il confronto tra il dato dimensionale dell'ente e la presenza/uso dei social media: al di là dell'ovvia considerazione delle difficoltà organizzative che può incontrare un piccolo comune, il rapporto dimostra che non esistono usi diversi di twitter a priori e che anche i piccoli, piccolissimi enti possono trovare nel social network valido strumento di interazione (vedi l'unione dei Comuni della Val d'Elsa).
Altrettanto interessante l'attenzione posta sulla collocazione organizzativa della gestione dei social media nella PA: perché sta diventando sempre più palese una certa confusione, quando non sovrapposizione , tra comunicazione istituzionale e politica. Il quadro restituito da Giovanni è infatti, da questo punto di vista, allarmante. Merito del rapporto evidenziarlo: sarà questo, a mio avviso, uno dei temi prossimi venturi più facondi.
#twitterPA: quante sono e cosa fanno le PA italiane su Twitter? ecco il rapporto 2012
I Rapporti precedenti sono scaricabili qui